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Il Grande Programma per il Centro Storico di
Napoli Patrimonio UNESCO, ha l’obiettivo di
conseguire sviluppo e migliorare sensibilmente la
qualità dell’ambiente e della vita degli abitanti.
Non solo restauro di monumenti e di tessuti edilizi
storici, dunque, ma una articolata serie di
interventi sulla parte ‘fisica’ del centro storico
(dagli impianti tecnologici ai sottoservizi
all’arredo urbano) e sugli aspetti ‘immateriali’
(dalla sicurezza ad azioni interne alle politiche
dell’inclusione). La possibilità di conseguire
questo obiettivo è legata alla qualità dei progetti
di diversa natura che saranno messi in campo e,
soprattutto, dalla loro organica integrazione.
A tal fine all’elaborazione del Programma si è
affiancata la definizione concordata di alcuni
Protocolli aggiuntivi, per l’accesso ad altre misure
di finanziamento su settori specifici:
turismo,assistenza e welfare, sicurezza, trasporti,
imprenditorialità, studentati, etc.
Il Grande Programma si articola pertanto su due
atti elaborati nell’ambito della Cabina di regia
costituita per l’attuazione del protocollo d’intesa
stipulato tra: Regione Campania, Comune di Napoli,
Direzione Regionale del MIBAC e Arcidiocesi di
Napoli: il Documento di Orientamento Strategico
e il Progetto Integrato Urbano Napoli.
Il D.O.S. prende come riferimento l’intera
area perimetrata nel 1995 come Patrimonio UNESCO
(coincidente con il territorio classificato come
Centro Storico dal Piano Regolatore Generale del
1972 con l’aggiunta dei parchi monumentali) e
individua una cospicua serie di complessi
monumentali, fasce di tessuti edilizi e ambiti
urbani meritevoli di intervento, e iniziative di
carattere immateriale per un complessivo stimato di
570 milioni. Il secondo livello, il P.I.U.
Napoli, che rientra nel limite di finanziamento di
circa 240 milioni di euro afferente all'Obiettivo
operativo 6.2 del POR-FESR 2007-2013, restringe l’intervento all’area
di Neapolis, alla città di fondazione, e alla fascia
costiera che da piazza Mercato arriva a piazza
Municipio.
Il primo e secondo livello progettuale sono
organicamente correlati, anche alle iniziative dei
Protocolli aggiuntivi, in una visione unitaria che
disegna una sorta di mosaico dell’intero Programma.
Lungo la fascia costiera, infatti, il P.I.U
Napoli si integra con altre misure di fondi europei
(P.O.I.N.) con le quali prosegue la rivitalizzazione
del litorale, fino al Borgo Marinari e all’acropoli
del Monte Echia, collegandosi ad un
intervento-pilota sui Quartieri Spagnoli, il
Progetto Bassi elaborato da Sirena, e al recupero
dell’area dell’ex Ospedale Militare.
Per avviare il processo di esaltazione delle risorse
e delle competenze specifiche dell’area (di tipo
storico, culturale, economico e sociale) sono stati
individuati due driver che vengono
considerati in accezioni ampie: cultura e
accoglienza che sintetizzano le vocazioni dell’area,
che rappresentano l’input e il collante del processo
e che costituiranno anche l’output dello stesso, in
quanto diverranno competenze distintive in grado di
innescare un circolo virtuoso per il territorio.
Il driver cultura, inteso come
vocazione/risorsa trasversale nella cui definizione
convergono sia le componenti materiali del
patrimonio culturale locale (sia pubblico che
privato), che le componenti intangibili, si
riferisce in particolare alla vocazione del centro
antico a Cittadella degli Studi, delle Arti e della
Cultura ed in questo senso gli interventi ad esso
relativi operano per la riorganizzazione sistemica e
l’implementazione dell’offerta culturale
(Università, Istituzioni, Musei, etc.), del sistema
dei servizi e della struttura economico-produttiva
locale, ma anche per il potenziamento delle
competenze nei diversi settori.
Nei riguardi del patrimonio fisico
artistico/culturale si adotta l’ottica di integrare
in un disegno unitario gli interventi pubblici e
privati, di sostenere il miglior esercizio delle
funzioni attualmente presenti, e di coniugare
antichità (delle opere che provengono dal passato) e
innovazione (delle nuove opere e delle strutture di
supporto). Ciò avviene attraverso il recupero di
siti, strutture ed altri beni rispetto alle loro
funzioni tradizionali (es. recupero e attivazione
del parco archeologico – ripristino facciate di
edifici storici) o, al contrario, attraverso la
rifunzionalizzazione rispetto a nuovi o diversi
servizi.
Il driver accoglienza fa riferimento
all’attitudine e alla capacità del territorio e del
sistema sociale e dei servizi di migliorare la
qualità della vita per gli stessi cittadini, nonché
di attrarre, accogliere e ospitare studenti,
ricercatori, lavoratori, imprese e turisti; il
driver si articola nelle azioni che mirano a
rimuovere cause di forte criticità connesse ai
fenomeni di degrado e disagio sociale, al fine di
promuovere la qualità urbana, ridurre
l’allontanamento di residenti appartenenti a gruppi
sociali culturalmente elevati e di attività
economiche tradizionalmente insediate nel Centro
Storico e generare attrattività verso l’esterno.
Le azioni di assistenza, di animazione sociale e
culturale e di incentivo alla realizzazione e
riqualificazione di attività economiche hanno lo
scopo di aumentare la partecipazione e di
distribuire e diffondere il benessere nei confronti
delle fasce sociali attualmente marginalizzate o
escluse.
Il driver accoglienza guida le azioni di
potenziamento delle infrastrutture e dei servizi
pubblici, e la rifunzionalizzazione di edifici
rispetto a servizi di accoglienza sia a beneficio
dei destinatari interni che degli attori esterni.
Gli ordini di obiettivi sulla spinta del binomio
accoglienza-cultura sono dunque:
• coinvolgimento e partecipazione
• valorizzazione e potenziamento dell’offerta
culturale
• integrazione sociale e distribuzione del benessere
• adeguatezza delle infrastrutture e dei servizi
rispetto alla sostenibilità dello sviluppo
Il P.I.U Napoli nell’area di Neapolis, puntando sul
driver cultura, propone la rinascita e la
rivitalizzazione della Cittadella degli Studi,
delle Arti e della Cultura, attraverso
l’integrazione e il potenziamento di funzioni e
istituzioni che da secoli hanno caratterizzato
questa parte del centro storico: dalle università ai
musei, alle accademie, conservatori, biblioteche,
chiese e complessi monumentali, tutti inseriti in un
tessuto edilizio residenziale degradato ma di alta
qualità formale.
Lungo la fascia litoranea coincidente con il
Piano Cosenza del primo dopoguerra, il P.I.U Napoli
punta sul driver accoglienza come funzione
prioritaria, per la condizione di fronte a mare
della città. In questa direzione, piazza del Mercato
svolgerà il compito di porta d’ingresso da oriente
alla città storica con l’inserimento di nodi di
attrazione quale la Casa della letteratura e della
città.
Nell’articolazione delle iniziative da intraprendere
si intende evidenziare le misure proposte per
l’alleggerimento del traffico veicolare e il
recupero di spazi urbani (realizzazione di zone a
traffico limitato e aree pedonali, autorimesse
sotterranee al perimetro, acquisto bus ecologici,
sistema innovativo ed ecocompatibile per la
distribuzione delle merci, struttura di collegamento
diretto fra i due musei, etc) al fine di ridurre i
livelli di congestione e disordine urbano
coerentemente con la logica della grande operazione,
in corso di attuazione, sulla rete metropolitana
urbana
Nel P.I.U Napoli è previsto il restauro di 42 chiese
- sia monumenti isolati che compresi in complessi
conventuali - sulle circa 350 chiese censite nel
centro storico. Gli interventi di recupero e
restauro di edifici storici e monumentali assommano
a circa il 38 % del PIU mentre gli interventi di
riqualificazione urbana assommano a circa il 30% e
quelli di archeologia urbana compongono circa il 5%.
Il restante 27% si articola in interventi di
potenziamento dell’offerta culturale, ospitalità e
di servizi già presenti nell’area.
Per avviare il processo in tempi brevi e per
costruire i presupposti di una riqualificazione
diffusa del centro storico nel PIU si contemplano,
coerentemente con la logica di sistema, quegli
interventi che sono immediatamente eseguibili
(interventi già definiti e in parte avviati e
finanziati, interventi direttamente attuabili dai
privati, etc) ovvero di cui sia possibile prevedere
con certezza il tempo di realizzazione e che al
contempo sono in grado di coinvolgere già in prima
battuta un numero cospicuo e diversificato di attori
presenti sul territorio.
Le risorse europee vengono dunque impiegate per
vincere l’attuale inerzia alla rigenerazione urbana
e consentire l’incipit di un processo che dovrà
autosostenersi nel tempo e propagarsi, con
l’impiego, in concorso delle risorse private, di
risorse ordinarie a tal fine reperite e messe a
disposizione dalle diverse amministrazioni
pubbliche.
Il Documento di Orientamento Strategico e il
preliminare di Progetto Integrato Urbano Napoli si
sono entrambi fermati ad un livello di scelte
strategiche e progettuali tale da consentire un
efficace confronto con la città in tutte le sue
espressioni. Un livello troppo generico di scelte
non avrebbe orientato con efficacia il confronto, un
livello troppo avanzato ne avrebbe impedito
possibilità di modifiche e integrazioni.
Le tappe successive prevedono l’adeguamento
del P.I.U Napoli alle risultanze delle iniziative di
partenariato che partiranno il 1 luglio, - forum,
consigli di municipalità, pubblicazione dei modelli
per la manifestazione di interesse - per
giungere all’adozione da parte della Cabina di
regia.
All’approvazione del programma da parte della
Giunta Comunale seguirà l’esame del Nucleo di
valutazione regionale e la conseguente approvazione
della Giunta Regionale che concluderà la prima fase
procedurale. Si potrà così dare avvio alla fase di
attuazione dei progetti cantierabili ed alla fase di
progettazione degli altri interventi contenuti nel
P.I.U Napoli.
Il D.O.S. costituisce il nucleo fondativo del
Piano di Gestione del sito UNESCO.
Il Piano di Gestione, infatti, si configura come uno
strumento previsionale e programmatico di
breve/medio termine che coordina le iniziative sul
territorio programmate ed attuate da tutti i diversi
operatori: enti locali, governo centrale con i suoi
organi periferici, enti ecclesiastici, fondazioni,
istituzioni bancarie e privati, etc. Il procedimento
innovativo da attivare per la gestione ed il
monitoraggio degli interventi che saranno attuati in
seno al Grande Programma sarà una componente
importante del Piano di Gestione.
Nell’ambito della partecipazione dell’UNESCO alla
cabina di regia l’Amministrazione comunale ha
ritenuto opportuno proporre ai suoi rappresentanti
l’insediamento di un comune tavolo tecnico che
consentirà la messa a punto di un prototipo di Piano
di Gestione che possa essere esportato in altre
realtà omologhe.
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